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Articoli, riflessioni ed approfondimenti scritti dai nostri scrittori silenti.

Maurizio Bonardo
   Nuova peste
Per mezzo dei media si riesce a sapere una quantità di notizie, molte in modo esatto, altre in modo volutamente sbagliao.
Il Corona virus oppure come viene chiamato COVID 19 è solo un virus, non una nuova peste bubbonica.
L’italiano medio si informa attraverso i giornali oppure la TV e le notizie purtroppo vengono riportate in modo esagerato, come fossero uno scoop.

Per riuscire a difendersi da questa nuova epidemia non si deve raggiungere un ipotetico iperuranio ma basta lavarsi bene le mani ed evitare, quando possibile, luoghi affollati e assembramenti.
Il virus si propaga attraverso minuscole gocce di saliva generate da un colpo di tosse oppure uno starnuto.
E’ chiaro che chi, avendo contratto la malattia, anziché andare in un pronto soccorso oppure mettersi volutamente in quarantena, si sposta in altri luoghi, può portare il contagio espandendolo, che lo faccia volontariamente oppure senza saperlo.

Andare in TV a raccontare che le istituzioni hanno fatto poco oppure male, è un falso clamoroso e soltanto un modo per cercare di far valere le proprie convinzioni politiche avverse alle attuali istituzioni, certi di lavorare a favore della forza politica per cui si opera.
In situazioni di emergenza non debbono eserci diversità di intenti né per colore politico né per ideologia ma c’è urgente bisogno di unità per poter fronteggiare i problemi che si sono evidenziati e che non possono essere rimandati in alcun modo.

Oggi di questa infezione se ne sa molto di più come la probabilità che il virus sia ‘sbarcato’ in Europa, circa l’ultimo trimestre dello scorso anno; è stato isolato in varie parti del mondo Italia compresa ed appartiene allo stesso ceppo della precedente epidemia chiamata SARS. Si stanno studiando medicinali adatti a combatterlo insieme ad un vaccino che oggi è di là da venire.

Il problema che si sta ponendo però è anche di natura economico-finanziaria; la globalizzazione irregolamentata sta portando molti Stati verso una crisi profonda dalla quale sarà complicato uscire.
In Europa, ad esempio, c’è un caos ingovernabile, non tanto per i paletti come il pareggio di bilancio ma soprattutto perché gli Stati che la compongono hanno economie completamente diverse l’uno dall’altro e quindi ciò che potrebbe essere utile per uno, potrebbe essere dannoso per l’altro. Questo effetto lo vediamo nel nostro piccolo là dove la Sanità pubblica è gestita singolarmente dalle 20 Regioni, con regole alle volte contrarie l’una all’altra.
Ciò che sembra essere valido per tutti in tempi di calma, non lo è più in momenti di crisi.

L’unica speranza, oltre alla ‘bacchetta magica’, è che si mettano da parte gli interessi partitici e si agisca in funzione unitaria per il Paese.
   Festival di Sanremo
    Festival della Canzone Italiana di Sanremo dunque.
Si tratta di una gara nella quale vengono presentate delle nuove ed inedite canzoni affidate alle voci maschili e/o femminili del momento.

La ‘Canzone’ è una composizione nella quale convivono testo e canto, con la cornice curata da un arrangiamento ad opera di un’orchestra.
Se uno di questi “postulati” viene meno, non si può parlare di ‘Canzone’.

L’origine popolare della ‘canzone’ si perde nella notte dei tempi in tutte le latitudini e longitudini e la struttura più moderna chiamata ‘pop’ è ben definita da un andamento di questo tipo:
  • Introduzione
  • Strofa
  • Ritornello
  • Bridge (ponte)
  • Ripetizione strofa
  • Ripetizione ritornello
  • Finale
Esistono molte varianti a questa struttura classica ed in molti di questi lavori dopo il ritornello ed il bridge o ponte strumentale c’è una ripresa della strofa con un salto di mezzo tono più alto. E’ un effetto energetico che può rendere appetibile ed anche intrigante un melodia alquanto scialba.

Quest’anno e' il Festival del RAP. Poco resta della “canzone”.

C’è stato un ulteriore decadimento dovuto all’immagine che i vari personaggi apparsi sul palco del’Ariston si sono voluti dare.
Ecco gli stravaganti ‘look’ con tutina attillatissima e trasparente con un top fatto da una canotta a mettere in evidenza i tatuaggi da guerriero Maori.
Le penne e piume di una vocalist senza voce; il ciuffo ribelle, più sale che pepe con annessa litigata con il proprio partner. Meglio farebbe a non aprire la bocca e limitarsi a suonare il pianoforte, cosa che peraltro sa fare molto bene; un non più giovanissimo rocker d’annata con indosso un gilè aperto sul torace pieno di strani segni, numeri, righe.

Potrei continuare all’infinito.

Nonostante tutto lo share, il gradimento del pubblico televisivo è stato enorme. E’ il segno dell’affossamento culturale del Paese a dimostrazione di quanto l’allora Ministro dell’Economia e Finanze nel 2010 sosteneva.
Il Ministro Bondi disse: ‘con la cultura non si mangia’.

Ma la cultura c'e'! eccome! E nonostante tutto ancora vive in tutti noi e nel paese. Vive in quelle piccole associazioni che si sforzano giorno per giorno per fare cultura, sopravvive negli autori che scrivono e scrivono senza essere letti, vaga tra gli artisti, i musicisti che trovano spazio nelle piazze e nei teatri. C'e' chi in realta' si nutre di cultura anche se la cultura non nutre.
   Sanremo tutti con me
Avremmo voluto inserire uno dei testi delle canzoni di Junior Cally a dimostrazione che le sue parole ci offendono ma dopo averci riflettuto per giorni abbiamo deciso di non inserirli per non sporcare il nostro spazio.
La notizia che fa clamore e' proprio questa: un cantante qualunque si presenterà a Sanremo con la maschera per nascondere la sua vera faccia. Indovinare quale aspetto abbia è domanda inutile ed ovvia. Quale sia il motivo per il quale si nasconde, altrettanto. Ma cio' che ci chiediamo e' il motivo per il quale un cosi grande ed illuminato trasgressore si presenta ad una competizione nazional popolare come Sanremo.
Gia' era difficile comprendere perche' personaggi come Cristicchi e Silvestri si presentavano, ma conoscendo lo spessore e l'impegno dei loro testi, non li abbiamo mai guardati con sospetto, ma questa volta si'! C'e' qualcosa sotto!

Qualcuno, per la precisione: Silvio Berlusconi, molti anni fa, ha sdoganato la TV commerciale ed ha fatto centro per sé e la sua famiglia.
Nei programmi di questo network si può vedere ed ascoltare di tutto, tutto finalizzato esclusivamente al profitto, incurante anzi, prepotente rispetto a qualunque altra sorta di spettacolo da proporre al pubblico della TV.

E’ in questo ambito trash che il tarlo si è diffuso a macchia d’olio.
In qualunque casa si andasse, c’era sempre la TV accesa su uno dei tre canali Mediaset e più spesso su Canale 5, il peggiore dei tre dove sono di casa gli sproloqui turpi-loquiali di Vittorio Sgarbi il quale su dieci parole dette, inseriva almento quattro o cinque volgarità.
Non mi scandalizzo di certo per qualche ‘membro’ buttato qua e là in un discorso, quello che mi fa rabbrividire e' la violenza con la quale si esprimono. Junior Cally rappresenta nella canzone tutto questo: un ammasso di volgarita', un groviglio di accuse e minacce dove i giovanissimi trovano ampio consenso.

Dalla Rai ci rassicurano che il testo di Junior Cally e' un bel testo, moderato, appassionato, socialmente impegnato. Ci assicurano come quando ci parlano della diffusione di un nuovo virus “state tranquilli, non morde”.
Allora ci chiediamo: “il ragazzo si e' messo la cravatta come tutti gli altri per andare a Sanremo e fare il salto di qualita'?” ed aggiungiamo “allora era falso prima, quando urlava al mondo dei suoi conflitti interiori” Chi e' questo cantante?
Speriamo almeno che abbia una bella voce e ci faccia dimenticare per una serata, tutto quello che ci dicono i politici o i telegiornali.
Comunque quello che so è che un soggetto come questo non rappresenta nessuno se non quelli come lui. I delinquenti almeno rischiano la galera, lui no.
Se ne fa sberleffo sfuttanto il momento nel quale gli addetti ai lavori per la TV cercano manovalanza a costo zero, mettendo in circolazione altri mostri. Anche con la maschera comunque appare! Basta apparire proprio come ha loro insegnato quell’orrenda TV commerciale.

Si dirà: ma è un ‘post-rapper’. E allora? Il RAP quando fu inventato era cosa seria, protesta, denuncia, era contro la commercializzazione delle idee e soprattutto delle dignità.

Dov’è tutto questo in questo losco figuro?
Dove siamo arrivati e dove vogliamo arrivare con genialita' di questo genere?
   25 novembre – giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne
E’ il giorno dedicato al contrasto verso la violenza di genere sulla donna. Dovunque ci si riunisce, si tengono manifestazioni, si condanna senza sè e senza ma quell’odioso delitto.
Ebbene, si. E’ un delitto anche se potrebbe non esserci l’omicidio anzi, si spera che ciò non accada mai.
Intellettuali di ogni estrazione si peritano da anni nel cercare di svisscerarne i perché ma, a tutt’oggi, anziché assistere ad una diminuzione del fenomeno, non si può far altro che riconoscere l’aumento di quel delitto chiamato ‘femminicidio’, ed insieme ad esso l’aumento dei comportamenti delittuosi ad esso connessi come gli stupri, le violenze fisiche che le donne sono costrette a subire, gli sfregi col vetriolo ecc. ecc.

Qualcosa evidentemente non funziona come dovrebbe ed è altrettanto evidente che parlare, denunciare, discutere sull’argomento non basta. Urge agire in modo da diminuire fino ad abbattere totalmente questi assurdi, ignobili, incredibili, ineffabili comportamenti.

Sono convinto che l’Italia, nel giro di circa mezzo secolo, sia passata da forme di ipocrisia là dove all’esterno si cercava di evitare scandali, nonostante nel Codice Penale esistessero le attenuanti relative al cosiddetto ‘delitto d’onore’ mentre all’interno delle 4 mura domestiche poteva accadere di tutto, dalle busse ingiustificate verso mogli, figlie e comunque persone appartenenti al genere femminile, atti quasi sempre rimasti impuniti perché una denuncia presentata da una donna, presupponeva la ‘provocazione’, vera oppure solamente presunta.

Enormi sono state e sono ancora le differenze di comportamento tra il vivere cittadino e quello provinciale, campagnolo, montano ecc. ecc.

“… guarda come NON si è vestita quella! E’ quasi nuda! Adesso ci provo e me la porto a letto!...”

Queste parole sono quelle che si sentono pronunciare nei gruppetti di ‘amici’ maschietti.

Eppure, relativamente pochi anni fa, le mamme esortavano i propri figli maschi in procinto di uscire con una ragazza, a rispettare quella fanciulla. Si aveva il terrore di trovarsi di punto in bianco con un frugoletto frignante fra le mani ad appena 16-18 anni, un figlio che la società avrebbe rifiutato come figlio di ‘puttana’. Colpa non certo di un imbecille che non avrebbe potuto provvedere al suo mantenimento, ma solo e soltnto figlio di una donna da mettere all’indice che si è fatta abbindolare da uno sbarbatello senza arte né parte: una scema ed anche una poco di buono, una puttana!

Da allora, attraverso le rivoluzioni del 1968 e seguenti, si è provveduto ad ampliare gli spazi societari nei quali la donna si è potuta muovere.
La donna è cresciuta moltissimo, senza che nè lei nè la società pensassero a far crescere il proprio partner. Gli uomini sono rimasti quei cavernicoli che sono sempre stati e quando si sono accorti che il ruolo di ‘padre-padrone’ era diventato anacronistico, una gran parte di loro non ha accettato la perdita di quel potere.
Quello era il ruolo maschile anche perché la società lo perpetuava, in uno con i dettati religiosi cui ci si doveva attenere.

Oltre a quanto di cui sopra, le pene previste per quei comportamenti delittuosi, in regime di ‘giudizio abbreviato’ vengono comminate seguendo il principio di abbattere il numero dei processi anziché tenendo presente la gravità dei fatti.

E’ la tragedia della donna che denuncia il suo aguzzino condannato con il rito abbreviato il quale ben presto uscirà libero dal carcere e si sentirà nel dovere di vendicarsi di quella… quella… quella… ‘schifosa’ che lo ha denunciato e fatto condannare.

Questi e qualche altro milione di motivi hanno fatto si che oggi gli atti delittuosi contro il genere femminile siano giunti agli attuali livelli sbandierati e conosciuti tramite le prime pagine di ogni media.
C’è ancora molta strada da fare tuttavia, partendo dall’educazione familiare, la partecipazione civile, forse, i nosti nipoti ne capiranno di più e potranno vivere in una società nella quale siano veramente diminuiti, se non totalmente abbattuti quegli odiosi delitti.

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